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Proposta una Commissione di Inchiesta per Enasarco. "La gestione del patrimonio di Enasarco non può e non deve più essere un punto interrogativo"

Lucrezia Ricchiuti, senatrice del Partito democratico ha presentato oggi al Senato la proposta per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione del patrimonio della fondazione Enasarco negli esercizi dal 2006 a oggi.

“Da troppi anni ormai emergono punti critici; discutibili investimenti in bond e titoli strutturati, dubbi sulla sostenibilità finanziaria cinquantennale del bilancio, centinaia di migliaia di “silenti” che non riceveranno la pensione. Si tratta di problemi aperti e molto concreti che un paese nella morsa della crisi non può più permettersi di trascurare”.

“Auspico che la mia proposta sia attentamente vagliata dal Senato e supportata trasversalmente da tutte le forze politiche che negli anni si sono occupate della vicenda. La politica – conclude Ricchiuti – deve interpretare e farsi portavoce delle istanze dei cittadini e non può più rimanere in silenzio dinanzi a scandali decennali come quello che coinvolge tutto il management Enasarco, con pensatissime ricadute sui contribuenti”.

Interrogazione parlamentare di Pagliari (PD) sul sistema previdenziale Enasarco

Il 27 maggio è stata  presentata una nuova interrogazione parlamentare a risposta scritta da parte del Senatore Giorgio Pagliari (PD) riguardo alcuni principi del sistema previdenziale Enasarco, definiti dallo stesso "ingiusti".

La riportiamo integralmente. 

“Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze

Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

  • stando a quanto viene riferito, quasi 500.000 ex agenti di commercio non hanno maturato la pensione pur avendo versato contributi all'Enasarco anche per decine di migliaia di euro;
  • di questi, circa 150.000 hanno versato per più di 5 anni;
  • il regolamento Enasarco prevede per gli iscritti all’ente prima del 1° gennaio 2012 il diritto alla pensione per chi, nel 2014, raggiunga quota “87″, cioè 65 anni di età e 22 di contributi;
  • la mancata maturazione dei requisiti comporterà la perdita dei contributi da parte di tutti coloro che non sono titolari;
  • il problema della non ripetibilità dei contributi riguarda tutti coloro, che, per qualsivoglia ragione, non maturino i requisiti per la percezione della pensione, indipendentemente dal fatto che abbiano o non abbiano maturato i 7 anni che consentono la contribuzione volontaria;
  • a giudizio dell’interrogante, il principio dell’irripetibilità appare più che mai oggi, nel contesto dell’attuale crisi socio-economica, socialmente ingiusto. Il che rafforza il profilo di illegittimità costituzionale dell’irripetibilità, peraltro in contrasto con i principi generali in materia di contratti, in particolare di contratti a prestazione corrispettive;
  • nell’ottica della previdenza obbligatoria, la trattenuta del versato, quando sia pacifica l’impossibilità del maturare del diritto alla pensione, configura una forma di tassazione in contrasto con gli articoli 23 e 53 della Costituzione;
  • tale problema interessa non solo chi è un ex agente, ma anche quelli tuttora in attività. Se domani cessassero i mandati, infatti, costoro perderebbero irrimediabilmente i versamenti effettuati a meno di accedere alla prosecuzione volontaria (con almeno 7 anni di contributi) con tutti gli inconvenienti che ciò comporta,

si chiede di sapere quale sia la posizione in merito dei Ministri in indirizzo”.